martedì 13 agosto 2019

NEWS _ Giovedì 15 agosto 2019 _ LA DONNA 2^ parte al RIDOTTO


AGGIORNATO AL 13agosto 2019

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Per i dettagli delle varie iniziative cliccare nella colonna di destra
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IL PROGRAMMA POTRÀ SUBIRE MODIFICHE Di DATE e ORARI  
  Si prega di controllare periodicamente gli aggiornamenti, specie degli incontro con il ? 
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>>>>  Si ricorda che mons. Nicola Borgo celebra la Messa ogni domenica alle 18.30,
nella chiesa di S. Maria Assunta, a Udine , in viale Cadore, da lui realizzata negli anni 70 
(la sera si entra dall'ingresso laterale)

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LA DONNA al Ridotto, 2^ parte

 >>>>  A seguito di gravi ingerenze abbiamo aggiornato le immagini del pieghevole. Ci scusiamo per il disagio dovuto all'interruzione.









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LA DONNA al Ridotto,  1^ parte


Programma

10.30 -12.30
Interventi di Nicola Borgo,  del pubblico ed Eucarestia 

12.30
Ghiringhel
 




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PASQUA 2019_AUGURI

con un quadro di Bruno Bordoli, tratto dalla sua "BIBBIA ILLUSTRATA, antico testamento" , edita nel novembre 2018




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>>> 7 aprile 2019 
Per poter collocare i 35 dipinti donati dal pittore Bruno Bordoli abbiano fatto un nuovo allestimento delle opere relative all'iniziativa sulla POVERTA (del 26 giugno 2016) che ora sono collocatenel corridoio che conduce dall'ingresso all'auditorium. 
>>  Vedi:



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Sabato  2 febbraio 2019 è stato pubblicato il "QUADERNO DEL RIDOTTO" n.11

Anticipiamo le copertine (con l'antico gelso nel cortile del Ridotto, fotografato da Giorgio Ganis) e  la breve introduzione di Nicola Borgo.





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NICOLA BORGO - 60 anni di presbiterato

NICOLA BORGO il 29 giugno aveva compiuto i 60 anni di presbiterato e il 6 luglio i 60 dalla sua prima messa nella chiesa di Rivis di Sedegliano, suo paese natale.
Il 1 luglio scorso era stato ricordato al RIDOTTO
(vedi >> http://ilridotto.blogspot.com/2018/06/domenica-1-luglio-2018-inaugurazione.html )
 

Sabato 8 dicembre 2018 è stato ricordato dal suo paese natale con una messa solenne nella chiesa di Rivis e per tale occasione la "RADIO SPAZIO 103", dell'Arcidiocesi di Udine, gli aveva fatto una lunga intervista di un'ora, in due parti (il 7  e il 13 dicembre), nel corso della trasmissione " Il gjal e la copasse" ("Il gallo e la tartaruga"), condotta da Federico Rossi.

Cliccando qui sotto potrete scaricare i due file di circa 30 minuti. 
L'intervista è in lingua friulana.


7 dicembre 2018 


13 dicembre 2018 

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>> IL RIDOTTO  AUGURA UN BUON NATALE 2018 e UN FELICISSIMO 2019



PUBBLICHIAMO L'OMELIA DI PADRE TUROLDO DEL NATALE 1991

NOI : SILLABE DELL'INTERO CREATO (1) 

(1)David Maria Turoldo, «Noi, sillabe dell’intero creato». Rito eucaristico e Omelia del giorno 25 dicembre 1991, ore 12, Festività del Natale - Anno C - nell’Abbazia di Sant’Egidio a Fontanella, frazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII. Pubblicata a cura di Elena Gandolfi Negrini, in “Dialogo fra cielo e terra”, ed Piemme, 1a edizione, 1994, pg. 509-515.


Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzio la pace, messaggero di bene che annunzio la salvezza.. (Isaia 52, 7-10).
Come son belli sui monti i tuoi piedi
o messaggero di lieti annunzi:
tu sei la sola speranza degli uomini,
uomo e natura non altro sospira.

Dio, che aveva parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei prò feti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose (Ebrei 1, 1-6).
Irradiazione di gloria divina,
della divina sostanza l'impronta,
il generato avanti l'aurora,
il figlio fattosi uomo e storia.

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio... E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi... Giovanni gli rende testimonianza... (Giovanni 1, 1-18).
Fin dal principio tu sei, o Parola:
verbo divino che crea e ricrea!
E la Parola a presiedere il mondo,
verbo che fonda la storia dell'uomo.


Ecco, vorrei una chiesa libera. Chi vuol venire viene, chi non vuol venire non viene. Chi ha tempo venga, chi non ha tempo faccia a meno. Non vorrei precetti, niente precetti, tutto atto d’amore! Si entra, si canta, si risponde con entusiasmo; non quelle preghiere così sbiascicate!
Vi parlerò della Parola, oggi, perché tutto dipende dalla Parola: «In principio era il Verbo, e il Verbo era Dio». È questo!
Venite fin quassù, magari anche con sacrificio per stare lì sulle porte? Si entra con la gioia di condividere, di stare con dei fratelli, di passarsi le confidenze migliori, di aprire il colloquio con l’eterno, con Dio. Questa è la chiesa, questo è il momento della preghiera e della liturgia! Non questa gente così avara: vado non vado, entro non entro; sto fuori sto dentro. Si capisce, rispetto anche il dubbio, anzi io ne ho tanti da vendere. È per questo che nutro la mia fede; la mia fede è nutrita di dubbi e non faccio che cercare, che scavare, che meditare sempre nella speranza di camminare nella luce e di fare luce anche agli altri.
Ecco, prendetelo come uno sfogo natalizio. Perché poi è la prima festa, la festa cristiana per eccellenza: è Dio venuto a camminare sulle strade degli uomini.
Ecco, questo è il senso che vorrei fosse di tutta la chiesa, almeno nella nostra piccola chiesa, in questa comunità che sta sul monte, questa bellissima architettura che ci accoglie da millenni nella gioia di incontrare amici che vengono anche loro da lontananze, da distanze, magari superando tutti le stesse difficoltà. Ecco, questo vorrei che fosse la nostra chiesa e così sia per tutti voi. Anzi, prendiamolo come augurio natalizio che poi ci accompagni di festa in festa, di Epifania in Epifania fino alla Pasqua, alla Pentecoste, all’invasione finale dello Spirito Santo. Ecco, che sia così.
Adesso vorrei parlarvi cominciando dall’Inno che a Natale avete sentito tante volte:
Mentre il silenzio fasciava la terra
e la notte era a metà del suo corso,
tu sei disceso, o Verbo di Dio,
in solitudine e più alto silenzio.
Bene, vi dico subito, che quell’Inno è un invito alla contemplazione. Il centro di tutto l’inno è il silenzio. Difatti il silenzio prima è il silenzio della creazione, è il silenzio della notte, è il silenzio del nascondimento del segreto.
C’è un vangelo apocrifo che parla di quando è venuto Gesù Cristo sulla terra e dice che tutte le cose si sono fermate, hanno fatto silenzio: si è fermato il moto del mare, si è fermato il gesto dell’oratore, si è fermato il gregge che camminava per la strada, si è fermato tutto, tutto era statico; è cominciata la contemplazione davanti a questo mistero.
Bene, quando componevo quel cantico pensavo a quel vangelo apocrifo: tutte le cose si fermano e fanno silenzio; e intanto si pensa.
La contemplazione è il raccoglimento e la fissità del pensiero su un punto dove passano le trasversali dell’infinito, ti incentri sul punto focale, ti inabissi. Difatti, tu davanti al mistero non sai più cosa dire, fai silenzio.
Ecco che allora il pensiero va a questo vangelo che abbiamo appena sentito: «in principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, il Verbo era Dio». È Dio che pronuncia il Verbo, è Dio che si condensa nella parola, e quella parola discenderà dai cieli. E qualcuno la incarna, la incarna in tutta la sua pienezza: ed è il Cristo. Cristo come incarnazione di questa parola.
Ecco, perché poi tutto dipende dalla Parola.
Fin dal principio, da sempre tu sei,
Verbo che crea e contiene ogni cosa
Verbo, sostanza di tutto il creato,
Verbo, segreto di ogni parola.
Perché noi stessi non avremmo che una parola da dire, ma non sappiamo quale sia, la sola parola: L’io umano è una parola, una parola vivente. Dio disse e le cose furono; e disse: facciamo l’uomo. È un suono che si condensa e diventa io.
Difatti avete il mezzo per comunicare: la parola - anche il gesto è una parola; difatti per aiutare la parola, per potersi esprimere, noi stessi con la nostra mimica, coi gesti, coi suoni, con le musiche non facciamo altro che esprimere; tutto è parola, - e tutto dipende dalla parola.
Quindi bisogna stare attenti alla parola: sostanza di ogni parola è il verbo eterno di Dio. Perché Dio è parola, è l’esse re che si esprime, che si comunica, che si diffonde e che ci comunica il suo spirito. Questa Trinità beata: il Padre, il Figlio che poi diventa immagine di ogni uomo, nell’unità dello Spirito.
E che tutto sia parola, pensate! Anche il nostro discorso.
Pensate quando dite: amore. Cosa potete dire meglio? Amore, partecipazione, comunione, condivisione, fraternità, amicizia, amore, gioia, godimento, amore. Quando dite guerra, pensate! Tutto è un discorso, è sempre un discorso. E la nostra realizzazione è dare realtà a questo discorso. Direte: quello dice solo parole; no, io sono una parola vivente. Cristo è la parola vivente del Padre. E noi dovremmo diventare come Cristo: le parole viventi; ognuno di noi. Ecco allora la realizzazione di questa parola. Ecco: parola di Dio, parola Dio, parola di Dio!
Noi siamo qui per ascoltare la parola di Dio e metterla in pratica.
Perfino di sua madre dice: «beato l’utero che ti ha portato e il seno che ti ha nutrito»; ma Cristo dice: «beati quelli che ascoltano la Parola e la vivono e la mettono in pratica». Noi siamo qui per ascoltare questa parola e metterla in pratica.
È così allora che si adegua il cielo alla terra, che si conforma la terra al cielo, la terra che diventa un sogno di Dio, un progetto di Dio, il paese dove Dio cammina per le strade. Questo è il senso della Parola.
Ecco il significato! E dobbiamo chiedere perdono davanti a questa pagina così grande del divino volatile, dell’aquila divina - perché san Giovanni è paragonato all’aquila: «Siccome quei che sovra gli altri come aquila vola». È l’evangelista del: «In principio era il Verbo, il Verbo era Dio, il Verbo era presso Dio». Tutto è stato creato per mezzo di lui, nulla di quanto esiste è stato fatto senza di lui: «Egli è venuto nel mondo, è la luce vera, immagine... - eccetera eccetera – E il Verbo si fece carne» - il Verbo si fece uomo - E abitò in mezzo a noi». Nessuno aveva visto Dio!
Ecco cosa dice Giovanni: «E il Verbo si fece carne e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. La legge veniva da Mosé, ma la grazia  e la verità sono venute da Cristo. Dio non l’ha visto mai nessuno: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Egli ce lo ha rivelato».
E diventando incarnazione della parola di Dio ognuno di noi diventerebbe rivelazione di Dio, manifestazione di Dio sulla terra.
La «lectio divina». Cari fratelli, noi trascuriamo la parola di Dio, e anche nella chiesa di Dio si trascura la Parola. C’è la parola del papa, la parola del vescovo, la parola dell’Enciclica, ma la parola di Dio? Per questo ci sono gli svisamenti, gli sbandamenti, i pericoli di idolatria, i frammenti del Verbo.
Verbo: sostanza di ogni parola. Ed è quello che giace al fondo di tutti i nostri discorsi. Perché tutti i discorsi umani tentano di esprimere una parola: che è lui.
Ecco cosa è, ma mi fermo qui e vi chiedo scusa. Davanti a pagine così grandi accettatelo come balbettio, come farfugliamento; in attesa che veniate tutti alle lectio divinae per possedere la parola di Dio; perché se possedeste la parola di Dio non occorrerebbe neanche che io parlassi, perché non c’è bisogno di maestro tutti conoscerebbero, tutti saprebbero.
È questo il fine della chiesa. La chiesa sarà vera chiesa quando tutti possederete la Parola e tutti la esprimerete nella libertà dei figli di Dio. Perché anche voi avete gli stessi diritti che ho io: custodi della Parola. Non per niente, ogni domenica, dico: e ora lo Spirito ci assista nell’accogliere, custodire e realizzare la tua parola. Siamo qui: parola di Dio: i mondi che si fermano, noi che contempliamo, la Parola che ci invade, che ci trasfigura e diventiamo tutti la luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Grazie.

Preghiere all’offertorio

Lasciamoci illuminare dalla parola del Signore, esaminiamoci dentro, e per tutti i nostri peccati pregando insieme chiediamo il perdono di Dio.
Se abbiamo sciupato la sua Parola, se non l'abbiamo studiata, contemplata, cercata, meditata, fatta propria, incarnata; e se la stessa chiesa non è - o per quel tanto che non lo è - incarnazione della parola di Dio, per noi e per la chiesa: Signore pietà.
Per quel tanto che abbiamo fatto soltanto parole e non abbiamo vissuto quello che diciamo, quello che crediamo; per questa incoerenza tra l'io e la Parola - la nostra stessa parola - perché ognuno di noi è una piccola parola di Dio sulla terra; per quel tanto che non l'abbiamo vissuta: Signore pietà.
E se soprattutto ho tradito i fratelli con le parole e ho usato le parole della negazione invece dell'affermazione, le parole del male invece del bene, le parole del rifiuto invece del consenso, la parola della disobbedienza al posto di quella della risposta; se ho tradito i fratelli con le mie parole: Signore pietà.
Ecco, adesso ci uniamo a tutti gli amici, a quanti ci ricordano, con tutte le nostre famiglie, con tutti i nostri cari, con le comunità nostre sparse nel mondo diciamo tutti insieme: ascoltaci o Signore.
Eccoci, così voglio raccogliere le vostre intenzioni - sempre secondo lo spirito di Dio, sempre! - per quanto avete di più caro, pensando alle vostre famiglie: che siano gli spazi dell'incarnazione della Parola, aiutandoci reciprocamente.
Voglio raccomandarvi padre Mauro, poveretto, che è molto molto malato, mio fratello che è stato con me tanti anni, qui in questa comunità: che sia sereno e abbia il dono della nostra preghiera e della nostra amicizia.
Poi voglio raccomandare tutti quelli che sono nel bisogno, nella malattia, nell'abbandono. Ho detto: passiamo la giornata con il bambino più povero e più solo della terra e con lui preghiamo.

Preghiera
Gesù Signore, o luce del mondo
figlio di Dio e figlio dell'uomo,
per te la terra ritomi il giardino
ove Dio e l'uomo si parlino ancora;
ora che parli con voce di uomo,
ogni cuore ti ascolti, o unico Verbo,
sola parola che vive e salva:
per questo tu stavi fin da principio
e continui a vivere nei secoli dei secoli. Amen.



>>PROSSIMAMENTE                                                                                                          



L'INCONTRO con i  GIOVANI
è RINVIATO AL PROSSIMO ANNO





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Nuovo mosaico dedicato alla DONNA-MADRE
domenica 1 luglio 2018
ore 10.15-13.30

Trovate i dettagli nel post:
Domenica 1 luglio 2018 >>> Inaugurazione ... 




Anteprima  del 'cartone' e del bozzetto a colori
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>>>> 14 e 15 APRILE 2018 
incontro a Coderno con la teologa Antonietta Potente.

Vedi >> aprile 2018
https://ilridotto.blogspot.com/2018/04/ 


Per chi vuole avere alcune informazioni su di  lei clicchi qui sotto:


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>>>> Vi segnaliamo che  su > VTC   Video Tele alta Carnia   >  

si può vedere una intervista a don Nicola Borgo del 2016  

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>>>> Un'amica del Ridotto, Antonia Pillosio,  ci segnala questo suo documentario realizzato per i 150 anni dell'AZIONE CATTOICA, una storia che continua.

http://www.raistoria.rai.it/articoli/azione-cattolica-una-storia-che-continua/39299/default.aspx 


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• 6  e 7 febbraio 2017 su RAI storia, alle ore 19.00 il lunedì e alle 13.00 il martedì andrà in onda il filmato su padre Turoldo, girato dalla RAI -->> Vedi blog del 22 novembre 2017
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• 4 febbraio _ A Coderno, presso IL RIDOTTO - ore 15.30-18.00

(Vedi dettagli nella colonna di destra  -> TUROLDO 2016_22_04 febbraio 2017)

 

 Incontro commemorativo del 25° del "DIES NATALIS" di padre  David m. Turoldo

con riflessioni di don Nicola Borgo sul suo "Testamento spirituale" e 

prima parte della rappresentazione scenica del suo testo teatrale

"LA MORTE HA PAURA" 



Questo il calendario: 

1° episodio sabato 4 febbraio _ ore 15.30 _ "Il vescovo ha Paura"

2° episodio sabato ??? _"Se domani muoio" _ ANNULLATO

3° episodio sabato  1 aprile _ ore 15.30 _ "Se nella notte" (Vedi dettagli nella colonna di destra 

-> TUROLDO 2016_23_01 aprile 2017) 


4° episodio sabato 27 maggio  _ ore 15.30 _ "Sono certo che risorgerò ..."
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18 dicembre 2016 _ Udine - ore 17.30 >>>Turoldo "Via pulchritudinis"

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2 dicembre 2016 _ Pordenone - ore 17.00 >>>Turoldo, Toni Zanussi e Nicola Borgo

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29 novembre 2016 _ Gradisca d'Isonzo (GORIZIA) - ore 20,30 >>>Turoldo e Nicola Borgo


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25 novembre 2016 _ Pasian di Prato (UDINE) - ore 20,30 >>>Turoldo e Nicola Borgo

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24 novembre 2016 _ Spilimbergo (PORDENONE) - ore 15.00-17.00 >>>Turoldo e Nicola Borgo e Remigio Romano

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22 novembre 2016 _ MESSAGGERO VENETO >>> articolo di Nicola Borgo su Turoldo, in lingua friulana 

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22 novembre 2016 _ Gorizia - ore 20,30 >>>Turoldo e Nicola Borgo

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22 novembre 2016 _ a RAI Storia (canale 54) - ore 22,10 >>>Turoldo e Coderno _ Servizio di Antonia Pillosio

 

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