sabato 27 agosto 2016
giovedì 18 agosto 2016
TUROLDO 2016 _ 19 _ Domande sulla povertà a padre Camillo De Piaz
Nell'ottobre 2008 Nicola Borgo inviò una lettera, a nome del RIDOTTO, a padre Camillo De Piaz (frate dei Servi di Maria) ponendogli alcune domande sulla povertà, dato che era un tema decisivo nel pensiero di padre Turoldo per la Chiesa e la società civile.
La lettera non ebbe risposta date le precarie condizioni di salute del frate che morì poi nel gennaio 2010.
Pubblichiamo la lettera dato che la povertà è il fulcro delle iniziative che IL RIDOTTO sta svolgendo dal novembre 2015 per ricordare Turoldo nel centenario della sua nascita avvenuta il 22 novembre 1916.
sabato 6 agosto 2016
15 agosto 2016_ Festa di Santa Maria Assunta _Incontro a Coderno alle ore 10.00
Lunedì 15 agosto 2016 alle ore 10.00
al RIDOTTO ci sarà un incontro su Maria
in occasione della Festa dell'Assunzione di Maria - Dormitio Virginis
Programma
Ore
10.00 - Presentazione della giornata dedicata a Maria.
10.15 - Maria nella sensibiltà contemporanea
a cura di Nicola Borgo
10.45 - Riscontri personali dei partecipanti.
11.30 - Eucarestia.
12.30 - Pranzo
Tela con l'Assunta dipinta da Giovambattista Tiepolo per l'Oratorio della Purità di Udine, tra il 15 agosto e il 15 settembre 1759, mentre il figlio, nello stesso periodo dipingeva le pareti monocrome. Il 16 settembre sono pagati e tornano a Venezia.
mercoledì 15 giugno 2016
TUROLDO 2016_18_ domenica 26 giugno 2016_ore 10.30_MOSTRA D'ARTE sulla povertà di padreTuroldo
• domenica 26 giugno • dalle 10.30 alle 12.30
Piccolo cambiamento di
programma:
- alle ore 12.15 ci sarà l'Eucarestia
È tempo ormai
È tempo
amici di unire le voci
È tempo di fonderle insieme …
e ci salvi la bellezza
Gli artisti incontrano
padre David Maria Turoldo
nel
centenario della nascita
POVERTÀ
SUGGESTIONI
Un gruppo di 20 artisti, coordinati da Claudio Feruglio, discuterà sul tema “Il volto della povertà”, molto caro a Turoldo.
• Sarà inaugurata la mostra di 12 pitture e 2 sculture che saranno esposte per tutta la giornata e poi saranno donate al RIDOTTO.
Gli artisti sono:
17 italiani di tre provincie del Friuli Venezia Giulia (UD, PN, TS), 1 croato, 1 sloveno e 1 carinziano
Per poter collocare i 35 dipinti donati dal pittore Bruno Bordoli abbiano fatto un nuovo allestimento di queste opere nel corridoio che conduce dall'ingresso all'auditorium.
Ecco due foto del nuovo allestimento e la tabella illustrativa, grande quanto i quadri.
sabato 11 giugno 2016
TUROLDO 2016_17_ sabato 11 giugno 2016_ore 16.00_presentazione BIOGRAFIA SCIENTIFICA di padreTuroldo
LA BIOGRAFIA SCIENTIFICA DI PADRE TUROLDO
sarà presentata
sabato 11 giugno 2016 alle ore 16.00
... Centro culturale espirituale IL RIDOTTO, a Coderno di Sedegliano, in piazza Cavour
n°4 (nella casa che era la
seconda abitazione della famiglia Turoldo, dove padre David Maria visse con i
genitori fra il 1922 e il 1929) sarà presentato in anteprima
nazionale il volume: “David Maria Turoldo _ La vita, la testimoninza
(1916-1992)”, con la presenza dell’autrice.
È la prima biografia scientifica di padre David, scritta
da Mariangela Maraviglia ed è stata appena edita dalla casa editrice Morcelliana di Brescia. È stata
realizzata con l’avallo del Centro di Fontanella di Sotto il Monte, del
"Centro di documentazione – Istituto per le scienze religiose" di
Bologna e con il contributo finanziario del RIDOTTO.
È un’opera di quasi 450 pagine (30
euro) che descrive minuziosamente tutta la vita e le opere del frate di
Coderno. Sono state pubblicate diverse biografie su di lui e anche alcune tesi
di laurea hanno affrontato scientificamente alcune singoli aspetti della sua
vita o alcune tematiche delle suo opere, ma questa è la prima opera completa,
frutto di otre sei anni di lavoro dell’autrice.
È un’opera “scientifica” perché tutto quanto è stato scritto è stato rigorosamente documentato e verificato,
attraverso la consultazione dei documenti originari o le dirette testimonianze di
chi aveva conosciuto padre Turoldo. Per Nicola Borgo, uno dei più profondi
conoscitori di padre David, che aveva conosciuto e frequentato fin da bambino, fare
una biografia scientifica “significa
decostruire ciò che sa di mitico e di
anedottico e dare alla personae alla sua
testimonianza la misura veritativa del documento. È anche così che si serve la
personalità di p. David.”.
Descrivendo la vita di Turoldo il
libro racconta anche gli ideali, le tensioni e i disincanti che hanno
caratterizzato la storia del secolo scorso, non solo nell’ambito cattolico.
Da questa biografia emerge che l’importanza
di padre David non risiede solo nella parola pronunciata, ossia nelle sue
omelie, conferenze e meditazioni, ma soprattutto nella imponente produzione
della parola scritta: nelle sue poesie, nei suoi saggi, nei suoi articoli per i
giornali, nella produzione di testi liturgici, teatrali, cinematografici e
nelle traduzioni dei salmi.
Giorgio Ganis
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° STAMPA °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
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Messaggero Veneto_12 giugno 2016
domenica 22 maggio 2016
TUROLDO 2016_16_ domenica 22 maggio 2016 _ ore 10.00 _ a Coderno nel parco “TUROLDO” _ Inaugurazione del mosaico di 5 metri
domenica 22 maggio 2016 _ ore 10.00 _ a Coderno nel parco “TUROLDO” _
Inaugurazione nel parco del Ridotto
del nuovo mosaico, lungo 5,30 metri e alto 1,26 metri, dell'artista sloveno Jože Ciuha, realizzato da Luciano
Petris di Codroipo.
È il commiato di padre David
per il visitatore.
ANTEPRIMA
ANTEPRIMA 19 maggio 2016
CANTO IL SOGNO DEL MONDO
Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.
E del bene degli altri
godi e fai
godere.
Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
–se necessario-
dividi.
E vai,
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta
saluta tutti
il nero, l’olivastro
e perfino il bianco.
Canta il sogno del mondo
che tutti i paesi
si contendano
d’ averti generato.
David
Maria Turoldo
°°°°°°°°°°°°°°°°°
SING
THE DREAM OF THE WORLD
Love
say
hello to people
give
forgive
love
again and say hello.
Shake
hands
help
understand
forget
and
remember
only
the good.
And
be glad
and
let everyone be glad
at
the others' good.
Enjoy
the nothing you have
the
little that will do
day
after day:
and
share
-if
needed-
ever
that little.
Ando
go,
go
lightly
after
the wind
after
the sun
and
sing.
Go from
country to country
and
say hello
say
hello to everyone
the
black, the olive
and
even the white.
Sing
the dream of the world:
so
that every country
would
strive
for
having given birth to you.
David Maria Turoldo
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RASSEGNA STAMPA
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--> Per altre immagini del mosaico e per il bozzetto dell’opera
rimandiamo
ai post del 29 marzo 2016, del 13 marzo 2016 e del 22 ottobre 2015
rimandiamo
ai post del 29 marzo 2016, del 13 marzo 2016 e del 22 ottobre 2015
venerdì 6 maggio 2016
6 maggio 2016 _ padre Turoldo e il terremoto in Friuli del 6 maggio 1976
Padre Turoldo e il terremoto in Friuli
del 6 maggio 1976
del 6 maggio 1976
55 SECONDI, UNA ETERNITÀ
di
Davide Maria Turoldo
Perché pure i cimiteri sono scoppiati per i troppi morti
e lo stesso cuore del Friuli pare un solo cimitero di rovine, e la terra è
ferita a morte, spaccata da una fessura fonda e nera come se l’inferno avesse
cercato una via d’uscita proprio tra queste dolcissime colline: in quella
maledetta notte di luna del 6 di maggio! E tutto nello spazio di 55 secondi: un
tempo meno di un minuto e che un uomo mi ha detto: “ora sappiamo cosa è
l’eternità, mai pensato che un minuto fosse così eterno!”
… Certo siamo stati colpiti tutti, e non ci crediamo, non
vogliamo credere. Forse questo è il vero spazio del terremoto, e non sappiamo
ancora dire di che natura siano le rovine, cosa è rotto: forse c’è saltato il
cuore dentro. Io ho visto platani squarciati e pioppi spezzati a metà; e le robinie
un disastro nella poltiglia e nel fango: quelle che profumavano così bene
quando tornavi sul carro del fieno la sera.
Ho visto squarciate le montagne; e montagne che
sembravano in attesa di franare ancora. Ho visto Maiano distrutta, Osoppo
distrutta, Gemona distrutta, Artegna distrutta, Magnano distrutta e Carnia
distrutta, e Venzone e Tarcento e Trasaghis e Montenars e Mels e Buia e
Collaredo, una casa dietro l’altra come una impazzita via di croci fatte di
travi e di cornicioni; e fieno tra le macerie, e le pannocchie franate insieme
ai mattoni, e i letti delle camere squarciate a metà impudicamente esposti;
quelle camere che erano per noi tabernacoli di ricordi e di segreti gelosissimi:
e il cuore delle nostre case sepolto sotto le montagne di detriti, e case e
case che non ci sono più; tutte fatte con le nostre mani, dove mattone aderiva
a mattone e sasso a sasso con calce bagnata dal sudore di generazioni.
Sì, questo e altro, e chiese e campanili e castelli e vie
di secoli e intreccio di civiltà e ricordi di morti, tutto distrutto, ed ora
non è che un panorama unico di macerie. ... Una donna mi ha detto: “Sono stata
messa al muro durante la guerra, ebbene né tedeschi né cosacchi mi hanno fatto mai
paura, ma il terremoto!
… E c’è della gente che ha rifatto già tre volte la propria
casa; una volta distrutta dai tedeschi, un’altra volta dall’inondazione, e
un’altra volta dall’incendio. E così è successo per paesi interi al tempo dei Cosacchi
di Hitler. E perché dunque non doveva venire anche il terremoto?
Noi siamo abituati a essere poveri, noi siamo quelli che
devono sempre ricominciare. Anche Dio è friulano e diciamo spesso bonariamente
che è “un disgraziato come noi”, …
Dunque così: il terremoto è venuto. E’ vero: un Friuli di
secoli non lo vedremo più; e voi italiani non sapete nulla di ciò che abbiamo
perduto: paesi dove io andavo per pulirmi gli occhi. Ebbene, ne rifaremo uno
nuovo, domani. Appena il terremoto lo permetterà. E gli emigranti continueranno
a tornare; e chi è rimasto cercherà di disturbare il meno possibile, come ha
fatto sempre: anche Dio!
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