domenica 19 maggio 2019

19 maggio 2019 > Intervento di mons. Nicola Borgo contro i pesticidi

Mons.  Nicola Borgo  parlerà a Codroipo (UD) 
a una manifestazione 
contro l'abuso della chimica  nell'agricoltura



Questo il testo del suo intervento, che è stato  in lingua  friulana e poi gentilmente tradotto dagli organizzatori della manifestazione:

 Codroipo il 19 maggio 2019 – Presidio “stop pesticidi”“… Sono il cultore della memoria di Padre Davide Maria Turoldo che evidenziava soprattutto il bisogno  di orientare la Società in un orizzonte culturale decisamente diverso.

Posso dire qualcosa a proposito di questo Papa, servitore dei servi e dell’amore. Questo Papa servitore, ha il coraggio di dare poca importanza ad una rigidità istituzionale e apre a tutti i fermenti spirituali  di qualsiasi confessione, che hanno a che fare con un “minimum” di spiritualità e di interiorità, perché questo mondo occidentale ne ha estremo bisogno.

 
Ha scritto questa enciclica che mi pare importante. Perché già nel 2009 la rivista Concilium ha trattato di Ecoteologia. Finalmente l’Ecclesia Universale si apre ad un orizzonte totalmente alternativo. L’ecologia rappresenta una nuova frontiera per l’attività Teologica. E’ chiaro che la crescente distruzione dell’ambiente, è in massima parte imputabile all’attività umana. E’ sotto i nostri occhi l’eccessiva offerta di generi alimentari alla nostra società.

 
Nell’enciclica di Papa Francesco, “Laudato Sì” si legge la Terra, nostra Casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito d’immondizia. C’è un urgente bisogno di conciliarsi con il Creato e di solidarietà nel cercare e trovare soluzioni e pratiche comuni per ridurre al minimo la crescente devastazione del territorio. I nostri paesi sono morti, un terzo delle case sono vuote. La fine della civiltà contadine dal punto di vista umano, a cosa ha portato?

 
Esiste un dovere morale di collaborare per creare reti di protezione e unità operative ambientali. Cosa fanno le nostre povere parrocchie? Dov’è l’attività parrocchiale - sociale?

 
C’è anche un invito alla sincera apertura all’autoregolazione, nell’utilizzo limitato delle risorse della terra, mentre il genere umano cerca di guarire il pianeta, ci sono continenti con miliardi di uomini, che la Terra non riesce a nutrire, mentre noi viviamo in un eccesso di alimenti.

 
Il Papa ci avverte, se si vuole veramente continuare un ecologia che ci permetta di riparare tutto ciò che abbiamo distrutto, allora nessun ramo della scienza e nessuna forma di saggezza, può essere trascurata, ma nemmeno quella religiosa con i suoi sacerdoti. Gesù Cristo è una realtà storica e naturalmente il suo modo di vivere e di essere  implica un orizzonte che Papa Francesco, osa dire, Spirituale.
Sono molti e complessi i problemi morali a causa del rapido avanzamento delle scienze ad alto contenuto tecnologico nell’ambito delle bioscienze e delle scienze mediche ultra moderne (per fare bambini non serviranno più le donne). Ma questo non so se è ancora civiltà. Questa è civiltà? Dove usare la chimica, e perché usare la chimica, è per avvelenarci un po’ alla volta.
Ma cos’è sotto questa mentalità? Che è la mentalità dell’occidente. All’origine c’è un mito del progresso e una cultura della potenza.  Questa è l’antropologia. Il mito del progresso e una concezione antropocentrica che ha un solo problema: il problema  predatorio della Natura.
Per Turoldo il rapporto con la terra è di contemplazione. Il rapporto con la terra deve essere di commozione e contemplazione. Usiamo invece il reddito fondiario per fare soldi.
In questa prospettiva, il mondo è solo un oggetto e la natura è solo un serbatoio. E’ necessario cambiare questo concetto di fondo a cominciare da un nuovo rapporto fra l’uomo ed il mondo. Capire che la nostra tragedia occidentale è una tragedia culturale, che ha distrutto il rapporto vero con la realtà della Natura.

 
Questa convinzione che il mondo è solo oggetto e la natura è solo un serbatoio vale anche nell’agricoltura dove si abusa della chimica. Si può dire che i costi di produzione possono e sono di fatto costi di distruzione.
L’uso massiccio della chimica in ogni cultura, è causa  di una forma di inquinamento fra i più gravi ed estesi. Deforestazioni ed altre pratiche, hanno effetti fortemente negativi.
Mi sembrerebbe che possono essere necessarie delle cure, ma mi rifaccio al pensiero di Turoldo, ho intitolato il “Ridotto “ in commemorazione del centenario della nascita di Padre David Maria Turoldo, come segno radicale di povertà. La povertà non è miseria. Il problema di fondo è il limite come valore. 

 
Nel primo menhir, del parco, ho riportato la frase: LIBERO E FEDELE. Non c’è libertà senza fedeltà e non c‘è fedeltà senza libertà. Così anche con la natura, non possiamo rendere schiava la natura, è la nostra partner, è la partner! E più conosciamo di scienza, più possiamo essere autentico ponte fra noi e la natura.

 
Non per ragioni moralistiche, ma per ragioni di utilità, personaggi di rilievo, ricordano con premura che la ricerca scientifica e innovazione tecnologiche devono essere di guida ad un’etica, paragonabile ad una vera rivoluzione culturale. Il grosso problema é: si può escludere tutto il pensiero cristiano? Turoldo ha contemplato con don Zeno una comunità dove la terra, la scuola, sono dentro questa realtà, nuovi modi di stare insieme non solo per mangiare nelle sagre.

 
Questi eventi fanno cultura? Nelle nostre sagre paesane che tipo di cultura si fa? Anche gli insegnanti, i laureati come servono questa realtà? Bisogna creare una concezione dell’uomo diverso e, un  senso, non di avere la pancia piena ma di una qualità della vita, una realtà che deve accompagnare questa vostra battaglia.
Possibile che ogni rapporto sia competizione ed accumulo di ricchezza. E’ una cosa impossibile,  ma che abbiamo ormai nel sangue. E quindi ci deve essere un messaggio spirituale che dice dove sta la Vita. 

 
Bisogna riscoprire l’esperienza di comunione radicale con la terra al fine di recuperare le nostre radici, le nostre origini, le  nostre tradizioni anche ludiche. Anche il produrre deve avre un orizzonte ludico per crescere. 

 
A partire dell’esperienza profonda della Madre Terra, le parole di Turoldo vogliono confermare l'appartenenza originaria a questa Terra, che lo ha nutrito.
Turoldo ha questa visione della fecondità: "La Terra ti nutre, la Madre ti ama e la Madonna ti salva."
 E’ la sintesi, cosa ti resta se togli questa sintesi? Ti restano gli istinti che oggi assolutizziamo.

 
A partire dall’esperienza profonda della Madre Terra, sgorgherà con naturalezza l’esperienza di Dio.
Essere ateo significa: vivere come se Dio non fosse. Se guardiamo la bellezza della natura, possiamo dire che Dio non ha creato, ma sta creando. Noi siamo al servizio di una creazione. L’esperienza di Dio che è Madre di infinita tenerezza, associato a quella del Padre di illimitato amore e si può aprire ad un’esperienza globale, compresa l’accettazione degli altri.
La coscienza collettiva ci incorpora sempre di più nel Pianeta Terra e in una radicale fraternità." 

  
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Qui sotto  due pagine della rivista "CONCILIUM" che spiegano la "ECOTEOLOGIA"e
alcune foto della manifestazione, eseguite da Giorgio Ganis



Codroipo, piazza Garibaldi,19 maggio 2019 – Presidio “stop pesticidi”


 

domenica 5 maggio 2019

5 maggio 2019 _ COMUNICATO STAMPA su nuova dedicazione a Turoldo a Milano




COMUNICATO STAMPA _ 5 maggio 2019



MILANO DEDICHERÀ UNO SPAZIO IN CENTRO CITTÀ A PADRE   DAVID MARIA TUROLDO



Bussero (Milano), Cazzago (Venezia), Cernusco sul Naviglio (Milano), Cesena (Forlì), Chiari (Brescia), Cinisello Balsamo (Milano), Coccaglio (Brescia), Ferrara, Inzago (Milano), Ponte di Nona (ROMA), Roma, Rudiano (Brescia), Sovizzo (Vicenza), Treviglio (Milano), Zanica (Bergamo): questo è lo scarno elenco delle piccole e grandi città italiane che hanno dedicato una via a padre David Maria Turoldo.

Cervignano, Gemona, Lavariano di Mortegliano, San Daniele del Friuli, Tarcento, tutte in provincia di Udine completano l’elenco. Nessuna strada in altri comuni della regione Friuli Venezia Giulia e nemmeno nel suo comune di nascita, Sedegliano (UD).

Due sono le area verdi con il suo nome: a Sesto San Giovanni (Milano) e a Udine, a ovest, nei nuovi quartieri popolari tra lo stadio e la città.

Ora il comune di Milano, su proposta di un gruppo di cittadini, ha deliberato di dedicargli uno spazio in centro, vicino al Duomo, all’interno del “largo Corsia dei Servi”, nei pressi della basilica e del convento di San Carlo al Corso, dove padre Turoldo visse per una dozzina di anni dal 1940 e dove fondò, nell’immediato dopoguerra, l’Associazione Culturale “Corsia dei Servi”.



Giorgio Ganis, ufficio stampa del Ridotto




Questa la email ricevuta qualche giorno fa dall’artista lombardo Bruno Bordoli e che ci ha gentilmente girato:


Buongiorno.

Sono Francesco Piscitello, l’amico di Vincenzo Guarracino, particolarmente affezionato alla memoria David Maria Turoldo e, resomi recentemente conto dell’assenza - riprovevole! - nella toponomastica milanese, ho proposto a un gruppo di amici, tutti del mondo della poesia, di sollecitare l’amministrazione comunale di Milano a provvedere.
L’iniziativa ha avuto successo: è stata deliberata la dedica di uno spazio all’interno della Corsia dei Servi. Il luogo non poteva essere più adatto.
Siamo in attesa che ci venga comunicato il giorno e l’ora dell’inaugurazione.
(...)

Grazie e un cordiale saluto.

Francesco Piscitello. 

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 Cliccare qui sotto per leggere il Comunicato Stampa degli organizzatori

https://www.peacelink.it/pace/a/46626.html 

Qui  sotto  le foto dell'area verde  "David Maria Turoldo", a Udine, nelle foto di Giorgio Ganis e nella mappa tratta da Google.
L'area è in un quartiere di Udine Ovest, tra lo stadio e l'università.